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Cronaca, Giudiziaria

Arzachena, Consiglio di Stato dà ragione al Comune: il pontile al Pevero non si può ampliare

L'amministrazione commenta la sentenza

Arzachena, Consiglio di Stato dà ragione al Comune: il pontile al Pevero non si può ampliare
Arzachena, Consiglio di Stato dà ragione al Comune: il pontile al Pevero non si può ampliare
Olbia.it

Pubblicato il 28 gennaio 2021 alle 16:35

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Arzachena. L'Amministrazione Ragnedda rende noto che la "strong>Quarta sezione del Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza del Tar Sardegna e ha accolto l’appello presentato dal Comune di Arzachena in merito alla concessione dell’ampliamento di un pontile in legno sul litorale del Pevero, in Costa Smeralda, richiesto dalla società Lef srl. L’ordinanza del 21 gennaio scorso, respinge l'istanza cautelare in primo grado e accoglie le tesi del ricorso presentate dall’avvocato dell’ente, Stefano Forgiarini, e conferma la legittimità del parere espresso dal dirigente del settore tecnico, Mario Chiodino".

"La società ricorrente richiedeva di prolungare la passerella esistente di un pontile amovibile in legno per collegarla stabilmente alla terra, facendogli assumere una lunghezza complessiva di circa 40 metri in linea retta per 1,80 di larghezza, oltre il doppio di quella attuale", si legge nella nota stampa del Comune. "Fin dallo scorso luglio, il Comune di Arzachena, tramite lo Sportello Suape e l’Ufficio Tutela paesaggio, aveva negato l’autorizzazione alla modifica della struttura in una zona, quello del Pevero, di particolare pregio ambientale e soggetta a vincolo paesaggistico. L’intervento, infatti, avrebbe creato un forte impatto visivo, modificando la percezione della caletta e impedendo la possibilità per il pubblico di fruire della spiaggia transitandovi liberamente - continua il Comune -. Il Consiglio di Stato ha confermato, inoltre, che la valutazione del Comune è espressione dell’ampia discrezionalità di cui l’ente dispone nella fattispecie. L’ente locale vede riconosciuta la legittimità del suo operato a favore della tutela del mare e delle bellezze paesaggistiche dal massimo organo della giustizia amministrativa, contrariamente a quanto ritenuto dal TAR Sardegna.La società è stata condannata a rimborsare il Comune delle spese legali sostenute".