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Arte | Milano Mostra Collettiva Imaginibus con opere dell'artista sarda Rosalba Mura

Arte | Milano Mostra Collettiva Imaginibus  con opere dell'artista sarda Rosalba Mura
Arte | Milano Mostra Collettiva Imaginibus  con opere dell'artista sarda Rosalba Mura
Lycia Mele Ligios

Pubblicato il 10 novembre 2019 alle 14:44

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Olbia, 10 novembre 2019 - In Italia, ormai da anni, si assiste ad una riqualificazione e conseguente valorizzazione di edifici urbani di proprietà del clero. Oratori, palazzi e chiese - parte del nostro immenso patrimonio culturale di incomparabile bellezza - mutano la loro funzione originaria, per divenireluoghi che ospitano mostre, sui nuovi linguaggi artistici contemporanei, o eventi culturali.

In sinergia con le amministrazioni locali,associazioni culturali o privati il quartiereassume valore ponendosi come grande promotore di cultura a/360.

Uno di questi luoghiè l’Antico Oratorio della Passione, depositario di bellezza che resiste il tempo, costruito alla fine del '400. Adiacente alla Basilica di Sant’Ambrogio, nel cuore pulsante di Milano, - città sempre più cosmopolita ma che continua a distinguersi per eleganza e raffinatezza, - lo spazio ospiterà dal 12 al 17 novembre una mostra collettiva di arte contemporanea "Imaginibus" a cura della Jelmoni Studio Gallery.

La Galleria di Elena Jelmoni, fondata nel 1995, lavora in un centro culturale tra i più attivi di Berlino, Londra, Milano. Si distingue per le collaborazioni con l'Accademia di Brera e per la sua costante attenzione a personalità artistiche emergenti e ai nuovi linguaggi espressivi dell’arte contemporanea.

Un Galleria prestigiosa, con pluriennale esperienza, fondata con artisti di rilievo nel mondo dell’arte comeDenis Santachiara, Bruto Pomodoro, Eugenio Degani, Marina Burani, Graziano Pompili, Fondazione Pomodoro e altri.

Nella mostra "Imaginibus", tra gli artisti di diverse nazionalità che vogliamo ricordare Paola Colombo, Paolina Ponzellini, Ludovica Chamois, Pino Chimenti, Stefano Robiglio, Eleonora Scaramella, Elisabetta Mariani, Roberto Marrani, Francesco Loliva, Liubov Fridman, Guanzhong Ge, Danny Johananoff, John Kingerlee, Sal Ponce Enrile, CarlosE. Porlas, M. Gabriela Segura, Emanuel Shlomo, Mark Stapelfeldt, Hiroshi Wada, David Whitfield, Judy Lange, Maria Scotti - sono presenti due artisti di origine sarda.

Il primo artista è Gianfranco Angioni, nato a Cagliari che lasciata l'isola si trasferisce in continente. Ma la sua anima avrà sempre nostalgia della sua terra, tanto da lasciare Milano per stabilirsi a due passi dal mare, in Liguria.

Sappiamo come il mare crea dipendenza, ma a seconda dello sguardo può evocare il concetto di "vicinanza", di prossimità, di legame. Alleggerisce lo sconforto e inebria i ricordi permanenti, che divengono più vividi.

Gianfranco Angioni si mostra un'artista sperimentale, versatile. I suoi linguaggi sembrano sconfinamenti ora sull'astratto, ora sul figurativo. A ciò possiamo aggiungere una raffinata cura negli esiti cromatici.

L’artista Rosalba Mura

La seconda artista è Rosalba Mura, originaria di Barumini, ma olbiese di adozione, - formatasi all’Accademia di Belle Arti di Sassari in pittura, - inizia il suo percorso artistico con l'utilizzo di linguaggi legati alleprime avanguardie.

Oggi persegue la sua ricerca estetica verso un’espressività essenziale,tesa alla de/costruzione presente in alcune correnti artistiche che si svilupparono intorno agli anni sessanta come la Minimal Art e Conceptual Art.

©Cubit, 2019 - acrilico su tela 20x20 - Courtesy of Rosalba Mura

Rosalba Mura sembra mostrarsi sensibile alla mutevolezza o vulnerabilità del reale e persegue nelle sue opere più recenti la rappresentazione di un’alterità che appare "fluida", fuggevole. Il focus delle sue indagini è una figura geometrica basica, il quadrato, struttura semplice che sembra aver perso la sua perfezione numerica.

Quasi a volercondividere il pensiero di un grande astrattista italiano Luigi Veronesiche affermava come i rapporti numerici della figura geometrica fossero “non immutabili”. Il significato sfugge ad un significante (forma) ingannevole o viceversa? “La capacità di errore dell’uomo è un guasto biologico esteso” diceva il grande Fabio Mauri.

Le ideologie mutano, strutturate dal tempo. La verità come la qualità divenute inafferrabili "esseri" fluidi, sembrano soggette ad ad[data]mento, a far/sitempo, si decompongono per ricomporsi altre nel loro frammentarsi e suturarsi/rinsaldarsi o stratificarsi.

Potremo ripercorrere le intuizioni illuminanti del grande Jackie Derrida e Zigmunt Bauman che pur nella loro diversità ci aiuterebbero a cogliere affinità, ma dovremo rimandare ad altri spazi la pluralità di riflessioni che si evidenziano nell’arte concettuale di Rosalba Mura perdelimitare incastri logici che hanno usurato congiunzioni esistenziali.

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©Peace n marzo 2003 - acrilico su tavola 65x65 - Courtesy of Rosalba Mura

La mostra collettiva ha titolo “Imaginibus”, tradotto dal latino imago, imagĭnis che significa immagine nel risultato di forma esteriore di un oggetto come viene percepita attraverso il senso della vista oriflessa ad esempio in una superficie dando luogo ad una dualità di resa realista (oggettiva) o percepita (soggettiva).

Qui si vuole enfatizzare con indagini e percorsi degli artisti uno specificocampo d’indagine relativo al ritratto nell’artedella nostra contemporaneità, ponendo l’accento non solo su chi esegue l’opera ma specialmente su chi ne fruisce con un gioco di rimandi trarappresentazione, percezione erealtà spesso soggettivata, quindi filtrata da analisi introspettiva o più inconscia.

La raffigurazione di questo genere si storicizza, condizionata dal mutare delle condizioni politiche e socio-economiche, dai conseguenti disagi esistenziali di una umanità in cammino, che hanno influito sui linguaggi artistici modificando il modo stesso di percepire la realtà - ora più soggettivo - da mutare le caratteristiche fisionomiche dell’uomo.

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©Interior Dimensional Wormhole 2, 2019 a. su tela 42x42 - Courtesy of Rosalba Mura

Ogni artista in mostra propone il suo “sentire” che a noi potrebbe sembrare incomprensibile ma se si affronta con il linguaggio dell’arte appare nella sua nitidezza. Ognunosi esprime con la propria peculiarità distintiva oraconviolenza cromatica, ora si predilige il segno semplice, estraneo al decorativismo, oppuresi altera la superficie della tela con strumenti, o si distorce - lavorando sul subconscio - la fisionomia dei volti, o con estremizzazioni geometriche.

Ma perché questa esigenza? perché questi linguaggi espressivi? Se si guardaalla storia dell’arte dalla fine del secolo scorso ad oggi il ritratto in senso tradizionale sembra non esistere. Le cause di questo “frammentarsi” sono attribuibilialle condizioni socio-antropologiche che l’essere umano ha vissuto:quali l’industrializzazione e l’avvento della psicanalisi, la diffusione della fotografia, il potere dilaniante della guerra illustratoci, ad esempio, dall’accentuatocromatismo e successive alterazioni/deformazioni degli espressionisti (pensiamo al celebre Urlo di Edvard Munch) la violenza e astrusità dei campi di concentramento che annullavano identità, le scoperte tecnologiche e la conseguente moda dei selfie.

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©Trittico BN – 2015 acrilico su tela - 3 pz 20x20 - Courtesy of Rosalba Mura

Possiamo quindi concludere - e si suppone sia il percorso d'indagine che articola la mostra - che da ogni angolazione si osservi il reale, il rapporto pensiero e mondo, nel sua sintesi artistica, è e rimarrà sempre “proiettivo”, come diceva Fabio Mauri di una "proiezione con contenuto, (di memoria, fantasia, di cultura) prevalentemente autonomo e produttore di linguaggio ulteriore, di significato inedito, nuovo".

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©Riproduzione riservata

©Interior Dimensional Wormhole, 2019 - acr. su tela 41x41 - Courtesy of R. Mura

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