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Successo per “isole che parlano”: una bella proposta culturale

La settimana di Festival si è aperta come di consueto con Isole che Parlano…ai bambini.

Palau, 12 settembre 2017Si è conclusa l’undici  settembre  la XXI edizione del Festival Internazionale Isole che Parlano che si conferma una manifestazione di successo sia per la proposta culturale originale e alternativa – in grado di attirare l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori, ma anche di un pubblico sempre più numeroso legato al turismo culturale – sia in un’ottica di prolungamento della stagione turistica nei territori coinvolti dal progetto. Filo rosso di Isole che Parlano è come sempre la capacità di coniugare in modo unico natura e turismo, attraverso una proposta culturale innovativa e di respiro internazionale posta in costante dialogo con la tradizione sarda.

Il forte vento di questi giorni ha purtroppo impedito di raggiungere, ieri, l’Isola di Spargi e Cala Corsara che avrebbe dovuto ospitare l’atteso concerto Gli Spargiani che si è, invece, svolto nell’altrettanto incantevole cornice della spiaggia di Palau Vecchio dove un pubblico attento e irriducibile ha sfidato la pioggia – caduta fino a pochi minuti prima dell’inizio del concerto – per ascoltare le splendide voci di Iva Bittova – che ha dato vita a una performance in bilico tra improvvisazione e rielaborazione di brani tradizionali, segnata dalla continua ricerca di teatralità e di una comunicazione con il mare – e, a seguire, di Synne Sanden, protagonista dell’ultimo appuntamento Saluto al mare, in cui la voce raffinata della cantante norvegese, caratterizzata da un vibrato estremamente espressivo al servizio di composizioni avant-pop eleganti ed evocative, ha dato vita a un concerto intimo in formato unplug.

La settimana di Festival si è aperta come di consueto con Isole che Parlano…ai bambini – spettacoli e laboratori dedicati al pubblico più giovane della manifestazione curati da Alessandra Angeli – che ha coinvolto circa 100 bambini nell’arco dei tre giorni e che anche quest’anno ha proposto con successo attività ispirate a un approccio educativo consolidato, basato sul gioco, il divertimento e il rispetto reciproco, in cui ai giovani vengono dati strumenti espressivi alternativi per manifestare la propria creatività.

Nell’arco dei sette giorni di manifestazione, si sono susseguiti sui “palchi” – spesso naturali e inseriti in contesti paesaggistici e storici di grande fascino e valore, basti pensare a Cala Moresca, Cala Martinella o, ancora, la Tomba dei Giganti “Li Mizzani” e la Chiesa Campestre di San Giorgio – ospiti internazionali del calibro di Vladimir Václavek e Iva Bittova – insieme in un concerto che ha aperto la serata di sabato con un’elegante carrellata dei loro successi tratti dall’album Bilé Inferno e dal loro ultimo lavoro discografico At Home – il trio norvegese dei Chili Vanilla, Georgios Xylouris e Jim White, membri duo Xylouris White che, sempre nella serata di sabato, ha incantato il pubblico di Piazza Fresi con la sua sorprendente commistione di musica tradizionale cretese e punk ed è stato anche protagonista della master class contestualizzata nella campagna di San Giorgio in un perfetto connubio tra riflessione culturale e conoscenza del territorio. A questi si aggiungono le due importanti formazioni esponenti del “Canto a tenore”, i Tenori Sant’Antoni de Lodè e i Tenore Tilariga de Bultei – che con i loro canti hanno accompagnato il pubblico nella suggestiva processione profana lungo il sentiero che conduce a Capo d’Orso – e due artisti sardi la cui ricerca è caratterizzata dal dialogo tra tradizione e innovazione come i Fantafolk di Andrea Pisu e Vanni Masala, e Arricardo Pitau, artista in residenza per questa edizione. Infine, una menzione speciale va quest’anno al solo di Jabel Kanuteh, griot del Gambia che ha offerto al pubblico un concerto di rara intensità poetica, in cui la delicatezza del suono della kora, arpa africana a 21 corde, si è espressa per contrasto con un canto.


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