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Olbia. Procedure fallimentari solo a Cagliari: avvocati in rivolta

Ancora uno scippo in terra gallurese

Olbia, 10 ottobre 2018 – Procedure fallimentari solo al Tribunale di Cagliari? Un incubo che potrebbe diventare presto realtà se qualche onorevole, in sede legislativa, non bloccherà il progetto. A lanciare l’allarme è l’Unione delle Curie con un documento ufficiale nel quale si denuncia ciò che potrebbe accadere se il disegno di legge in discussione in questi giorni non verrà modificato.

Uno degli aspetti più gravi è che “nel caso della Sardegna tutti gli Affari fallimentari e le procedure che coinvolgono le grandi e medio/ piccole  imprese verranno  trattate solo a Cagliari – così ingolfando anche il Tribunale di Cagliari – creando disagi all’utenza ed ai professionisti“, spiega l’avvocata Paola Gosamo, presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Tempio e vice presidente dell’Unione delle Curie.

La sete di centralizzazione e tagli verticali sta portando letteralmente al collasso la giustizia isolana: un fatto gravissimo se si pensa ai numerosi disagi che i galluresi (e non solo) devono sopportare in seguito alla chiusura delle sezioni distaccate del Tribunale di Tempio. “I tribunali circondariali  Tempio i compreso) non avranno più competenze in materia – continua Paola Gosamo -. Invitiamo i  senatori sardi a sostenere la nostra posizione a tutela di tutto il territorio, ricordando al Ministro che i problemi della Giustizia si risolvono aumentando il personale e non tagliando uffici e competenze“. Insomma, si profila all’orizzonte l’ennesimo scippo ai danni della Gallura e dei suoi cittadini. Pubblichiamo il documento dell’Unione delle Curie nella sua interezza.

UNIONE REGIONALE DELLE CURIE DELLA SARDEGNA

L’Ufficio di Presidenza dell’ Unione Regionale delle Curie della Sardegna, sentiti i Presidenti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati delle Sardegna e viste le delibere assunte dai singoli Consigli sulle vicende del DDL 2681 sulla riforma delle procedure fallimentari, presentato al Senato dal Ministro della Giustizia Orlando di concerto con il Ministro per lo sviluppo economico, già approvato presso la Camera dei Deputati il 1° febbraio 2017;

– Preso atto del comunicato del Coordinatore dell’Organismo Congressuale Forense ed avente ad oggetto le intervenute proposte di modifica di alcuni punti del disegno di legge, cristallizzate in richieste di emendamenti,presentate da parlamentari di diversi gruppi politici;

– Appreso, a seguito delle interlocuzioni istituzionali ed ufficiose, che vi sarebbe la volontà del Governo di sollecitare il ritiro di tutti gli emendamenti al testo;

– Considerata l’ importanza di alcuni degli emendamenti proposti, primo fra tutti quello inerente la modifica dei criteri di determinazione degli Uffici Giudiziari competenti a provvedere sulle istanze di liquidazione giudiziale (nuova denominazione delle procedure fallimentari) nonché sulle procedure più importanti relative a società e imprese rilevanti o gruppi di imprese, che porterebbe a fissare la competenza nei Tribunali delle Imprese, mentre la trattazione delle altre procedure (meno rilevanti) verrebbero ripartite tra un numero ridotto di Tribunali, dotati di una pianta organica adeguata e scelti sulla base di parametri oggettivi ( numero dei magistrati addetti, numero delle imprese operanti nel circondario, flussi di procedure registrate negli ultimi anni);

– Preso atto che dal testo presentato emerge ancora una volta la persistente volontà del legislatore di procedere alla sistematica “spoliazione” delle competenze dei Tribunali Ordinari per privilegiare la c.d. specializzazione dell’ Ufficio Giudiziario Distrettuale, nel caso della Sardegna coincidente con il capoluogo di Regione, con ciò generando una inammissibile differenza tra Uffici Giudiziari;

– Considerato come la ipotizzata concentrazione nell’Ufficio Distrettuale di affari giudiziari provenienti  dai vari circondari sembra non tener in alcun conto l’evidenza del pregiudizio che si arrecherebbe così alle realtà sociali, economiche e geografiche di alcuni territori, le loro imprese, i loro professionisti,  costringendoli a lunghi spostamenti verso uffici distanti anche centinaia di chilometri,difficilmente raggiungibili a causa della conformazione del territorio e della mancanza di adeguate infrastrutture e necessari collegamenti come nel caso concreto della Sardegna;

– Riscontrato come il rischio derivante da tale disegno di legge non possa dirsi mitigato dall’attribuzione di apposita delega al governo volta ad una solo teorica possibilità di mitigare l’accentramento con la previsione di alcuni Uffici Circondariali cui mantenere le competenze per le procedure concorsuali di “media” rilevanza, posto che la previsione concede la possibilità ai soli territori e Tribunali in regola con i requisiti del numero degli addetti all’Ufficio, del numero delle imprese presenti nel territorio, ai flussi delle procedure risultati negli ultimi anni, così pervenendo all’ulteriore paradosso di generare indebite differenziazioni tra le aree più ricche del paese e le altre;

– Preso atto della volontà del governo di voler persistere nel perseguire in materia di giustizia un disegno riformatore “a costo zero” strumentalmente ispirato alla riduzione di competenze dei presidi giudiziari territoriali a vantaggio delle sedi Distrettualiche, in ogni caso, in difetto di una seria politica di reclutamento di nuovo personale, non riuscirebbero comunque a far fronte alla mole derivante dalle nuove istanze.

Delibera

Di manifestare il proprio totale dissenso avverso la decisione di privare delle competenze in materia di procedure fallimentari i Tribunali Ordinari a favore di quelli Distrettuali o comunque sede dei Tribunali per le Imprese, auspicando la libera discussione in sede parlamentare degli emendamenti migliorativi della riforma per giungere alla approvazione di un testo ponderato, equilibrato ed effettivamente rispondente agli interessi ed aspettative di vasti territori del paese nonché delle imprese e dei professionisti interessati;

Di censurare ogni eventuale decisione o richiesta di ritiro degli emendamenti presentati sul testo del disegno di legge delega che costituiranno occasione di approfondimento e discussione a vantaggio
del progetto di riforma del settore.

Di lamentare la mancanza da parte del Governo di una effettiva attenzione alle proposte dell’Avvocatura, per il cui tramite, i territori e le realtà del paese, le imprese e amplissimi settori delle realtà professionali manifestano quotidianamente le proprie esigenze e posizioni, spesso vitali per il buon funzionamento e l’efficienza del sistema giustizia.

Lanusei lì 6 ottobre 2017

Il Presidente
Avv. Gianni Carrus

I Vicepresidenti
Avv. Rita Dedola
Avv. Paola Gosamo


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