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Olbia: “spiagge off limit per i disabili”

La denuncia del Psd’az

Olbia, 06 luglio 2017 – Il Partito sardo d’Azione, coordinato a Olbia da Lidia Fancello, ha deciso di mettere l’accento sulla disabilità e su come i disabili olbiesi possono o non possono usufruire delle spiagge.

L’ambizioso sogno delle associazioni di volontariato e delle singole famiglie è di arrivare ad una piena fruizione del sistema balneare, dal momento in cui il disabile esce da casa al momento in cui arriva i spiaggia, tutto in autonomia. Dunque con fermate atte alla sosta di carrozzine, autobus dotati di passerelle e operatori a bordo, percorsi protetti fino alla spiaggia e infine il grande sogno: un arenile veramente attrezzato per accogliere i portatori di disabilità in tutto comfort e non solo coloro in carrozzina, perché le disabilità hanno molte forme. Gazebo, personale addestrato, attrezzature per la deambulazione su sabbia e natanti adatti per un confortevole bagno in tutta sicurezza. Tutto questo è già realtà, per esempio nella riviera romagnola, qui invece pare lettera morta – scrive Lidia Fancello in un comunicato stampa -. È possibile che il problema non venga affrontato da amministratori e operatori turistici perché considerato solo una spesa e non un investimento, ma le cifre stimate nell’ultimo Forum sui servizi turistici ai disabili promosso dall’associazione “Sensibilmente”, forniteci dalla presidente Veronica Asara, ci dicono cose diverse: un mercato da 780 miliardi di euro in tutto il mondo che potrebbe valerne 28 solo in Italia. Quale occasione migliore per la Sardegna e per Olbia cimentarsi in questa nuova impresa?“.

L’assenza gravissima della Commissione alle Pari Opportunità infine, come già segnalato, non aiuta certo a sensibilizzare gli amministratori su questo tema. Rammentiamo che tale organismo oltre ad occuparsi di promuovere la parità di genere, dovrebbe avere al suo interno rappresentanti del volontariato, del mondo sportivo e delle comunità straniere. Anche questo è emblema di una mancanza di attenzione verso le fasce deboli della popolazione, che non hanno voce e che sono oramai abituati a far da se’ – continua il comunicato stampa -. È l’amministrazione comunale il soggetto individuato e chiamato a promuovere progetti in tal senso incoraggiando per esempio con bandi di concorso, le associazioni e le cooperative con personale addestrato, ad occupare porzioni di arenile. Non solo, ma essa deve trovare motivi e incentivi affinché alberghi e strutture ricettive siano stimolate ad occuparsi di un segmento di mercato ancora inesplorato e redditizio. Sarebbe una maniera per regalare alla comunità un bel primato di civiltà e umanità. Auspichiamo dunque che il nuovo PUL comunale in via di perfezionamento, non si limiti a prevedere solo passerelle e orribili cessi chimici, ma che si sostanzi di una filosofia nuova che vada all’insegna di una totale accoglienza e benessere dei nostri nostri concittadini più deboli“.


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