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Olbia. L’opposizione attacca: “niente soldi per le associazioni benefiche”

L’opposizione fa le pulci alla maggioranza

Olbia, 16 dicembre 2017 – Nessuna visione programmatica, nessuna idea politica, nessun intervento di sistema, nessun dialogo con la città: sono queste le principali e durissime critiche che la Coalizione civica rivolge all’amministrazione guidata dal sindaco Settimo Nizzi. L’occasione per fare le “pulci” a chi oggi amministra la città è il Bilancio di previsione 2018 che andrà in discussione il prossimo 19 dicembre in Consiglio Comunale. Una scelta, anche questa di anticipare la sua discussione e approvazione, che non va giù all’opposizione, critica come non mai nei confronti della giunta Nizzi e della maggioranza.

Il bilancio di previsione è pari a 129 milioni di euro. Nel titolo primo, spese correnti, ci sono poche novità. Nel titolo due, investimenti, non ci sono soldi: quelli che ci sono sono fondi regionali destinati alla riqualificazione della sponda sud, a via Redipuglia e alle opere di mitigazione del rischio – spiega Rino Piccinnu -. La legge prevede che il bilancio di previsione possa essere approvato entro febbraio: non capiamo questa scelta di voler anticipare. Il bilancio della Regione ancora non c’è, quindi si sta approvando un bilancio vuoto che dà potere solo alla giunta“.

La Coalizione civica non risparmia niente all’amministrazione, rea – secondo l’opposizione – di non avere una visione politica della città e di limitarsi a interventi spot. “La valutazione politica è che l’amministrazione Nizzi è un’amministrazione spot. Questo è un bilancio vuoto, deciderà tutto la giunta. Le associazioni culturali fanno i salti mortali per partecipare al bando comunale perché i criteri sono severissimi. Qua decide tutto la giunta e non c’è programmazione. Non siamo contro gli eventi, non siamo contro il Capodanno o S’Iscuru, ma se spendi tutto per due eventi e lasci a zero le associazioni non va bene”, dice Ivana Russu.

Sul Capodanno, poi, l’opposizione vuole vederci chiaro. “Il capodanno costa 430 mila euro. Sei anni fa J-ax è costato circa 90mila euro. Mettiamo che oggi abbia aumentato il cachet e che costi 200 mila euro: gli altri dove sono? Sei anni fa spendemmo 180mila euro per quasi un mese di eventi. Oggi vediamo il Corso vuoto perché non ci sono eventi mentre il giorno di Capodanno da solo costa 430mila. Nella delibera del Capodanno non c’è alcun spacchettamento delle spese: vogliamo sapere come vengono spesi i soldi“, sottolinea Amedeo Bacciu.

L’altro punto dolente è, appunto, quello delle associazioni che portano avanti azioni istituzionali come aiutare i poveri e i genitori in difficoltà. Su questo, la Coalizione civica ha proposto emendamento che sposta 70 mila euro dall’urbanistica alle associazioni che in questo momento vivono una grande difficoltà, vale a dire: le Caritas diocesane, la Mensa Vincenziana, Casa Silvia e il Centro di Aiuto alla Vita. “Per queste associazioni, finanziate negli anni scorsi con poche migliaia di euro, non c’è un euro – sottolinea Rino Piccinnu -. Le Caritas parrocchiali stanno chiudendo, chiude il Centro per la vita con il quale abbiamo portato avanti un progetto unico in Italia, ha difficoltà Casa Silvia ed è a rischio la Mensa Vincenziana che ha un progetto fermo da un anno perché l’Amministrazione non ha portato a termine l’accordo con i supermercati. Accordo che permetterebbe alla mensa di avere il fresco in scadenza direttamente dai market“.

Le priorità sono tutte legate al bello, alle manie di grandezza del sindaco – rincara la consigliera Ivana Russu -. Un’analisi politica deve essere fatta. In un anno sono aumentate le imposte. E’ stata aumentata anche l’imposta di soggiorno. L’amministrazione su temi importanti come la salvaguardia dei cittadini è assente. Noi abbiamo il sindaco che si contrappone ai tecnici della Regione. È inutile che si mettano soldi per il piano Mancini bis, la regione è stata costretta a commissariare il progetto. Noi siamo rientrati nei finanziamenti nazionali per quel quel progetto, non altri. Questa è la vera priorità della città“.

Il giudizio negativo è unanime: per l’opposizione Olbia non sta andando avanti, sta tornando in dietro.  “Olbia segnava la differenza rispetto ad altre città, il lavoro sociale al campo nomadi era un’eccellenza regionale. Era messa in campo una sinergia tra pubblico e privato nel sociale. Si pensava al benessere dei cittadini, c’era dialogo. Adesso non c’è un disegno. In campagna elettorale si è detto che bisognava coinvolgere i cittadini, ma questo non avviene”, sottolinea Patrizia Desole.

Tra i problemi segnalati dai consiglieri di opposizione vi è anche la sicurezza, la mancata lotta alla prostituzione sulle strade e i pochi fondi destinati ai vigili urbani stagionali.

 


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