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Olbia. Alluvioni, “ecco la soluzione: scolmatore e vasca di laminazione”

La presentazione dell’alternativa al Piano Mancini

Olbia, 12 febbraio 2018 – Va avanti da due ore e mezza la presentazione dell’alternativa al Piano Mancini, che chiameremo per brevità “Piano Nizzi”. Il primo a parlare è stato il sindaco Settimo Nizzi, che a distanza ha risposto alle critiche della minoranza consiliare, la quale ha chiesto non solo più tempo per valutare il piano proposto, ma ha criticato il metodo.

Noi manderemo tutti gli atti agli enti competenti per verificare se la proposta è valida o meno. Perché quando si parla si buchi gravissimi che mettono in pericolo serio i nostri concittadini, bisogna valutare con attenzione“, ha detto in apertura Settimo Nizzi.

Poi è stato il turno di Simone Venturi, ingegnere idraulico della Techintal e relatore. La prima parte della relazione è stata dedicata al Piano Mancini e alle criticità che il team della Technital avrebbe riscontrato.

Le criticità principali riguardano la posizione delle casse di laminazione, quelle in particolare sul San Nicola. Questi bacini, come ogni invaso, ha un livello massimo che si genera quando arriva una portata così alta da far attivare il troppo pieno. Il livello massimo sul San Nicola è intorno ai 13 metri, l’abitato ha una quota intorno a 6: con piena trimillenaria (una volta ogni tre mila anni), il livello che avremmo dentro le casse è di sette metri oltre il piano campagna. In caso di crollo degli argini, l’acqua si scaricherebbe sull’abitato con un’onda di qualche metro. E’ una situazione che si verifica nella Pianura Padana, lungo il Po, nei paesi che si trovanosotto a un livello più basso delle casse“, ha detto il dott. Simone Venturini.

Proseguendo nella critica al “Piano Mancini”, Venturini ha detto che, complessivamente, le opere previste dal progetto definitivo toglie solo una piccola parte della piena del bacino idrografico olbiese: “Tutto questo sistema riduce la portata del 21%, l’efficacia idraulica è ridotta. Infatti i progetti definitivi prevedono interventi importanti sulla città“.

Secondo la Techinital, nel Piano Mancini mancherebbero dei computi relativi al costo dei lavori: “Mancano nei computi i muri che dovranno essere costruiti sui canali. Mancano 4,8 milioni di euro di muri, mancano le reti di drenaggio e il loro costo, mancano le stazioni di sollevamento (350 mila euro ognuna), mancano le rampe per i ponti“.

In totale, stando alle dichiarazioni del dott. Venturini, mancherebbero circa 31 milione di euro di costi.

Per quanto riguarda la proposta di progeto, la Technital propone tre progetti ma punta su uno soltanto: canale scolmatore da Abba Fritta a Padrongianus più maxi cassa di laminazione sul Seligheddu. Secondo i calcoli proposti in aula consiliare, “Con la soluzione ottimale, scolmatore e vasca, entra in città un terzo dell’acqua del bacino idrografico“.


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