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Il Mater Olbia “perde pezzi”: meno posti letto, addio a cardiochirurgia

Arriva la Radioterapia

Olbia, 31 maggio 2017 – Tu chiamala – se vuoi – riorganizzazione: il Mater Olbia, l’ospedale privato della Qatar Foundation in costruzione alle porte di Olbia, “perde pezzi”. La Qatar Foundation ha chiesto di rivedere la Convenzione firmata a suo tempo con la Regione Sardegna: via la cardiochirurgia, via a qualche posto letto. Al loro posto ecco la radioterapia con macchinari di ultimissima generazione. Queste le novità illustrate da Lucio Rispo (QFE) alla Commissione Regionale alla Sanità presieduta da Raimondo Perra. Alla riunione erano presenti i consigliere regionali del territorio: Giuseppe Meloni, Giuseppe Fasolino, Giovanni Satta e Pierfranco Zachetta.

Da quel che sembra dalle dichiarazioni dei diretti protagonisti, la Commissione regionale alla Sanità è andata via da Olbia soddisfatta: il velo di mistero che aleggiava sul progetto pare essersi dissolto e così gli inutili ostracismi cagliaritani.

Ci è stato comunicato un cambio di rotta – ha detto Giuseppe Meloni, consigliere regionale Pd e sindaco di Loiri Porto San Paolo -. Hanno chiesto la riduzione dei posti letto e il cambio di alcune specializzazioni. Penso che col nuovo paternariato firmato col Policlinico Gemelli abbiano fatto alcune valutazioni diverse. Non vedo male questa proposta, l’importante è che il Mater Olbia parta. I commissari li ho visti soddisfatti“.

La delegazione, di cui facevano parte anche il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, il sindaco di Padru Antonio Satta e l’ex presidente della Regione Ugo Cappellacci, ha potuto dare un sguardo approfondito alla struttura e ai lavori in corso. “La struttura dovrebbe essere ultimata verso giugno-luglio 2017. Poi dovrà essere tutta arredata e dovranno essere installati i macchinari – ha detto Giovanni Satta, consigliere regionale Uds -. La proprietà ha chiesto la revisione dell’accordo con la Regione. Vorrebbero togliere cardiochirurgia e una decina di posti letto per realizzare due bunker per la  radioterapia. C’è molta richiesta di questo genere di terapie, è chiaro che il loro investimento è volto a intercettare i pazienti sardi che escono dalla Sardegna. Durante la riunione, ho fatto notare che prima di tutto che la Gallura ha 1,5 posti letto ogni 1000  e con il Mater andremo a riequilibrare il gap. Non ci stanno regalando niente. Nuoro ha meno abitanti di noi, circa 3000, e percepisce 90 milioni di euro in più della Gallura. Nel periodo estivo, il pronto soccorso di Olbia ha da 6/10 codice rosso a notte. Contro gli 0,2 di Nuoro. Se bisogna risparmiare si faccia ovunque. Sono aperto all’investitore, stanno rispettando le regole e stanno investendo su questo territori. Non si può fare ostruzionismo su queste cose, questa è una struttura della Sardegna”.

La Commissione ha deciso di convocare l’Assessore Regionale alla Sanità per illustrare nel dettaglio la Convenzione firmata con la Qatar Foundation Endowment.

La struttura è fatta all’80%. Le sensazioni sono positive perché si è ulteriormente capito che la struttura è importante per la Sardegna e per i sardi – ha commentato Giuseppe Fasolino, consigliere regionale FI e sindaco di Golfo Aranci -. Molto importante sarà la radioterapia che ci permetterà di compensare la mobilità passiva. Con le strumentazioni che vogliono mettere è probabile che la Sardegna sarà in grado di attirare pazienti da tutta Italia. Il Mater Olbia è da sdoganare: non è una struttura gallurese, è una struttura che si trova in Gallura che servirà a tutta la Sardegna. Con la riunione di oggi si è chiarita ulteriormente la sua importanza“.

Secondo quanto emerso dall’incontro di oggi, le prime aperture avverranno a fine anno con i laboratori, mentre l’apertura definitiva avverrà nel 2018. A pieno regime, il Mater Olbia darà lavoro a 600 addetti, più l’indotto.

“Sopralluogo della Commissione “Salute e politiche sociali” del Consiglio regionale al cantiere dell’ospedale privato “Mater Olbia” – ha scritto Pierfranzo Zanchetta,  consigliere regionale Upc -.
Una visita obbligatoria per verificare lo stato dell’arte alla vigilia dell’esame della riorganizzazione della rete ospedaliera che dovrà contemplare anche questa importante struttura sanitaria di eccellenza per la Gallura e per l’intera Sardegna. Recuperare i ritardi, definire con la Regione gli accreditamenti e i livelli delle prestazioni e la funzione di questo nuovo importante soggetto nel settore sanitario sardo. Questi i temi affrontati nella riunione che è da ritenersi propedeutica ad una accelerazione dell’avvio dell’attività del Mater”.


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