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Mater Olbia, il sogno prende corpo. Ecco le immagini del cantiere.

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Olbia, 27 Aprile 2016 – Una hall immensa, luminosa. Il logo del Mater campeggia in alto, risaltando con i suoi colori vivaci. Grandi colonne sorreggono un tetto di vetro e un tappeto verde ricopre un’intera parete. Il Mater Olbia, per meglio dire l’embrione del Mater Olbia si presenta così: con una luce accecante, un protocollo rigidissimo e un tour nei bagni del piano terra riservato ai giornalisti, che speravano – ovviamente – di poter vedere qualcosa in più di un bidet. Quel “di più” è riservato a Rashid Al Naimi, amministratore della Qatar Foundation (l’investitore), e a Francesco Pigliaru, Presidente della Regione Sardegna , e ad altre autorità. A fare da Cicerone nel cantiere più misterioso e affascinante del territorio è Lucio Rispo. Insieme a loro  Marco Campione (General Electric Healthcare) e Gianni Giovannelli (Sindaco di Olbia). Alla visita istituzionale erano presenti anche il Tag Gallura, il Procuratore Domenico Fiordalisi, il vicesindaco Carlo Careddu, il Presidente del Consiglio Comunale Vanni Sanna, il presidente della commissione urbanistica Giorgio Spano.

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“Abbiamo visto un cantiere che si sta muovendo velocemente – ha detto Francesco Pigliaru, Presidente della Regione Sardegna -. È un lavoro di alto livello. Abbiamo parlato  tanto di questo ospedale, di questo investimento, di questo catalizzatore per l’economia, e vedere adesso, dopo tante parole e tante difficoltà burocratiche, questa velocità nella realizzazione è un conforto e una grande soddisfazione. Quando tutti potranno vedere cosa sta succedendo qui credo che sarete tutti molto contenti“.

Ogni giorno, 200 operai (80% dei quali olbiesi) lavorano all’interno del cantiere. I lavori sono talmente a buon punto che Lucio Rispo pensa di poter aprire il primo step dell’ospedale (aprire al pubblico, s’intende) a fine 2016. Ciò che i giornalisti non hanno potuto vedere, ufficialmente per questioni di sicurezza, riguarda tutto il primo blocco del Mater Olbia. Primo blocco che, stando alle dichiarazioni entusiaste di chi ha potuto entrarci, è a ottimo punto. Laboratori pronti, pediatria pronta, servizi pronti. Un grande lavoro è nelle mani della General Electric Healthcare, che si sta occupando del progetto Big Data, ovvero l’archivio condiviso che conterrà l’enorme mole di informazioni che i pazienti generano ogni volta che entrano in un ospedale. Dati preziosissimi che, attraverso la tecnologia della GE, diventeranno la chiave di volta per la gestione del paziente, nonché per la gestione dello stesso nosocomio e della sanità in generale. Un contributo, quello della GE, che non rimarrà confinato al Mater, ma che avrà ripercussioni su tutta la sanità locale e non solo. Accanto a questo progetto c’è la Telemedicina, presentata dal dottor Barroccu, che sta partendo con un numero limitato di pazienti e patologie. “Nella prima fase ci occuperemo di monitorare solo alcuni parametri – ha detto il dottor Barroccu -. Nelle fasi successive estenderemo il progetto alla formazione e a numerose malattie croniche“. Anche la Telemedicina produrrà dati che finiranno in Big Data a tutto beneficio dei pazienti.

Sono molto fiero di ciò che ho visto nel cantiere e del duro lavoro che stanno facendo gli operai – ha detto Rashid Al Naimi, Ad della QFE -. La prima parte dell’ospedale dovrebbe essere pronta, come da cronoprogramma, per fine anno o immediatamente dopo. Tutto il resto seguirà con una velocità sostenuta“. La delegazione italo-qatariota ha visitato tutto il cantiere, trovando una situazione decisamente confortante. “Voglio testimoniare che abbiamo visitato anche i piani superiori – ha precisato Pigliaru e lì i lavori stanno procedendo molto velocemente“.

Nonostante le difficoltà, il Qatar non ha mai voluto abbandonare la Sardegna. “Non abbiamo mai pensato di lasciare l’isola – ha detto Rashid Al Naimi –. Questo è molto più di un ospedale”.


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