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Il notaio Giovanni Bardanzellu di Terranova (circa 1755-1810)

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Giovanni Bardanzellu è citato in molti documenti come notaio di Terranova nel trentennio a cavallo tra la fine del XVIII secolo e il 1810, data della sua morte. Era figlio di Tomaso, nato a Luras nel 1716 e di Agostinanna Puzzu. Suo padre era figlio del barracello lurese Antonio Addis che, svolgendo tale attività, come altri membri della sua famiglia, aveva mutato il suo cognome in quello di Antonio Bardanzellu, intorno al 1708.  Il notaio Giovanni ebbe sicuramente almeno due fratelli, Antonio, maggiore di lui e Francesco, quasi coetaneo. Unitosi con Caterina Scano di Luras; ebbe da quest’ultima cinque figli in Olbia: Teresa (1777), Laura (1782),  Tomaso Michele (1786), Antonio Michele Raimondo (1789) e Lucianna (1792); mentre in Luras nacque la figlia Agostinanna Maria (dic. 1779).
Da quanto risulta all’Archivio di Stato di Cagliari, Giovanni Bardanzellu ricoprì per circa un ventennio (1785-1804) la carica di Scrivano della Curia di Terranova, corrispondente a quella dell’odierno Segretario generale del Comune e, come tale era il collaboratore più stretto  del Podestà ( = Sindaco), che spesso sostituiva nelle funzioni di Deputato di Sanità e da cui veniva delegato per svolgere indagini  su episodi che minacciassero l’ordine pubblico. Svolse per così lungo tempo i suoi compiti di primo collaboratore del Podestà di Terranova che, nel 1805, una volta dimessosi, fece presente al Viceré di Sardegna che il Comune gli doveva ancora il pagamento della parcella per complessive 128 lire! [1]. L’ 8 marzo 1802 aveva altresì presentato istanza al Viceré di poter cumulare la carica di Scrivano della Curia con quella di Comandante della Fanteria miliziana, un corpo militarizzato cittadino preposto alla tutela dell’ordine pubblico. Contemporaneamente suo  fratello Antonio, in quanto Guardia Reale, presentò istanza al Viceré di Sardegna di assumere il ruolo di Comandante della Cavalleria miliziana, un corpo più importante della stessa fanteria. Il corpo delle Guardie reali dipendeva funzionalmente dal Deputato di sanità e doveva evitare che approdassero bastimenti sprovvisti del necessario nulla osta sanitario, onde prevenire contagi [2].
Inoltre, nel luglio 1791, il fratello minore Francesco risulta rivestire la carica di Censore di Terranova, cioè di Revisore dei Conti dell’amministrazione comunale. Ciò dimostra che anche Francesco sapesse leggere e scrivere, in un ambito in cui gli alfabetizzati erano non più di una trentina. Insomma, nella Terranova/Olbia del trentennio 1780-1810 i tre fratelli Bardanzellu rappresentavano l’élite culturale e politico-amministrativa della città costiera gallurese, ricoprendo praticamente tutte le più importanti cariche pubbliche, tranne quella di Podestà, e controllando l’attività economica più rilevante (lo sfruttamento delle saline, di cui Antonio Bardanzellu fu concessionario dal 1796 al 1812).
Nel mese di maggio 1808, Giovanni Bardanzellu fu nominato, dal Re di Sardegna Vittorio
Emanuele I, Sostituto Procuratore fiscale di Terranova; per tale carica, corrispondente a quella dell’attuale viceprefetto, era richiesto il titolo di laurea [3]. Non sappiamo però, dove e quando l’abbia conseguita.
Giovanni scomparve ad Olbia il 3 novembre 1810, all’età annotata di anni cinquanta, secondo l’Archivio Storico della Chiesa parrocchiale di San Paolo. Probabilmente, però, tale età è approssimata per difetto, in quanto se reale, egli sarebbe divenuto padre della figlia Teresa a soli 17 anni.  Lasciò a suo fratello Antonio (che, pertanto, pur avendo raggiunto la settantina, doveva essere ancora vivo) e per esso al nipote Pietro Bardanzellu, parroco della chiesa, il compito di eseguire le sue ultime volontà. Attualmente, non esistono discendenti di Giovanni Bardanzellu in linea maschile diretta. Esistono però i discendenti di suo fratello Antonio e, probabilmente, quelli di sua figlia Lucianna che si sposò con il “flebotomo” Pietro Nicolò Derosas. Mediante intrecci familiari difficilmente estricabili, esistono ancora dei Bardanzellu del ramo della figlia primogenita di Giovanni, Teresa, che si sposò a Luras con Pancrazio Addis, fratello del sindaco locale. Notizie più diffuse sulla città di Olbia e la Gallura tra il XVIII e il XIX sono esposte nel volume “La Saga dei Bardanzellu. Le alterne vicende di una famiglia sarda”, acquistabile on line a questo link:
http://www.edizionidelfaro.it/libri/la-saga-dei-bardanzellu
[1] Pillai, Carlo, Fonti per la storia di Olbia nel periodo sabaudo, in: Tognotti, pag. 171. 128 Lire
corrispondono al valore odierno di una piccola mandria di 17-18 buoi.
[2] Pillai, Carlo, cit. pag. 166.
[3] Ricci, Giovanni Francesco, Banditi. Storia dell’ammutinamento di Gallura, pag. 136.

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