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Il cane del vicino abbaia senza sosta? Ecco cosa si può fare

Cani in condominio e abbaiare incessante: i consigli dell’espero Marco Del Giudice

Cani che abbaiano senza sosta in condominio: un problema diffuso. Cosa fare? Ecco gli utili consigli diMarco del Giudice, esperto in Amministrazione condominiale.

Il cane del mio vicino abbaia ad ogni ora. Ho chiesto all’Amministratore di intervenire, anche perché nel nostro condominio è vietato tenere i cani.

Gent.mo,

Abitare in condominio può essere positivo e negativo per molti motivi. Una delle difficoltà nel vivere in condominio è sicuramente la condivisione di spazi e la convivenza con vicini che hanno un modo di vivere diverso dal nostro. La nuova normativa condominiale imposta dalla legge 220/2012 all’art. 1138 c.c. dispone che “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. Pertanto il regolamento condominiale non può vietare in alcun modo il possesso e la detenzione degli animali domestici all’interno dei condomini.

Per contro va evidenziato come l’abbaiare del cane possa rientrare come un immissione rumorosa illecita. Dalle eventuali immissioni illecite possono derivare illeciti civili (vd art. 884 c.c.) o a seconda dei casi penali (vd. art. 659 c.p.).

Dall’analisi delle norme in materia emerge come le immissioni illecite possano essere inquadrate diversamente da condominio a condominio. Analizzando situazioni estreme, l’abbaiare di un cane in un Condominio situato in una zona industriale fortemente assoggettata a rumori, sarà ben diverso dall’abbaiare di un cane in un condominio isolato alle pendici di una montagna. Pertanto gli eventuali illeciti saranno riscontrati qualora l’abbaiare sia un fenomeno straordinario e contrario alla vita quotidiana del Condominio. Qualora l’abbaiare del cane vada contro il regolamento condominiale inteso come fasce orarie di rispetto dove è possibile tollerare rumori molesti e qualora l’abbaiare del cane sia un fenomeno straordinario alla vita quotidiana del condominio sarà possibile per l’Amministratore e per il singolo condomino agire sia civilmente che penalmente nei confronti dei proprietari del cane.

Giurisprudenza:

Di seguito alcune sentenze della Corte di Cassazione che aiutano ad inquadrare e come affrontare le problematiche derivanti da immissioni rumorose moleste:

  • Sez. III Penale sentenza 7392/2015: “Come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza di questa Corte, la rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l’incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l’interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare”.
  • Cass. Pen. n. 11031/2015: “l’attitudine dei rumori a recare disturbo o molestia alle persone (siano esse intente in un’occupazione o al riposo) non necessita dell’esperimento di una consulenza tecnica né peritale, potendosi il Giudice avvalere finanche delle dichiarazioni rese dai diretti interessati che siano in grado di riferire circa il superamento della normale tollerabilità”.
  • Cass. Pen. 8351/2014: “La contravvenzione di cui al primo comma dell’art. 659 c.p. è un reato che si può consumare anche con un’unica condotta rumorosa che arreca un disturbo alle occupazioni o al riposo delle persone, e non è necessaria la prova che il rumore abbia concretamente molestato una platea più diffusa di persone, essendo sufficiente l’idoneità del fatto a disturbare un numero di indeterminato di individui.

Gli articoli citati

L’art. 844 del c.c. cita che : Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell’applicare questa norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso.

L’art. 659 c.p. cita che: Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali,  disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro. Si applica l’ammenda da centotre euro a cinquecentosedici euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’Autorità.

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